Appello impegnativo complesso agli Obiettori per un Europa di Pace

27.03.2022

di Alfonso Navarra

Care e cari attivisti ecopacifisti crediamo si sia capito che qui stiamo rischiando grosso, che esistono probabilità che, se sbagliano i calcoli le elites degli imperi rodati e degli imperi sognati che si stanno confrontando sul terreno ucraino, qui si può saltare in aria tutte e tutti: l'uso delle armi atomiche è stato esplicitamente minacciato e questo non succedeva affatto durante la Guerra fredda tra USA e URSS. Se non ci diamo da fare queste potrebbero essere le ultime mail che ci scambiamo prima che i nostri corpi brucino come torce (se va bene); ed in ogni caso si profila una guerra economica globale apportatrice di povertà se non addirittura carestia, con la "vendetta di Gaia" pronta sullo sfondo a ghermirci e arrostirci con il "Generale Permafrost" (1.600 miliardi di tons di CO2 scaricate nell'atmosfera) e altre catastrofi legate agli sconvolgimenti climatici ed ecologici. Ecco perché, visto che essere preoccupati è del tutto razionale, considerato che è meglio essere attivi oggi in presenza piuttosto che radioattivi domani, vi proponiamo di unirvi a noi cominciando con il venire a discutere ai nostri presidi fisici e ai nostri incontri online. Non servono mobilitazioni tanto per, in cui si mettono insieme tutto e il contrario di tutto: ad esempio la richiesta di pace con le armi e le no fly zones sull'Ucraina, cioè le premesse della terza guerra mondiale.Servono discorsi chiari/univoci e percorsi concreti, con il presupposto di una cultura all'altezza delle sfide del crinale apocalittico della Storia che stiamo attraversando. Le cose che non vogliamo devono essere inequivocabili:- NO al coinvolgimento dell'Italia e dell'Europa nella guerra guerreggiata, in conformità con l'articolo 11 della nostra Costituzione (il "ripudio" delle soluzioni belliche dovrebbe essere esteso a livello di trattati UE);- No all'economia di guerra e alla guerra economica globale, che si scatenerebbe con la spirale di sanzioni e controsanzioni. Altrettanto evidenti le cose che vogliamo:- SI alla cessazione subito degli scontri armati e all'avvio di negoziati, con l'Europa protagonista di una mediazione nel solco del diritto internazionale e degli organismi ONU;- SI a un Nuovo Ordine Internazionale Democratico e multipolare, che sia capace di far rispettare il bando della guerra alla base degli Statuti e delle Carte dell'ONU;- SI al disarmo, cominciando con la denuclearizzazione militare e civile e la conversione civile delle spese militari, verso lo scioglimento dei patti militari;- SI al passaggio più rapido possibile dalla proibizione alla eliminazione effettiva degli ordigni nucleari- SI a una sicurezza basata sulla sicurezza dei diritti: la collaborazione tra i popoli per fare la pace con la Natura.L'atteggiamento mentale e pratico deve essere quello di chi sta dalla parte della Terra, mettendo in secondo piano le esigenze delle singole tribù umane, nella consapevolezza che il nostro territorio non è il cortile di casa, ma l'intero Pianeta: l'ecosistema vivente di cui come umanità siamo parte così come le foglie sono membri vivi di un'unica foresta di alberi...

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