Extinction Rebellion Italia. Siamo l’ultima generazione

17.12.2021

Fonte COMUNE.INFO

Dal 6 dicembre a Roma sono in corso blocchi stradali nonviolenti, condotti da un gruppo di attivisti e attiviste del movimento Extinction Rebellion, parte di una rete globale di contrasto alla crisi ecologica e climatica che ha già realizzato e realizzerà ancora azioni di disobbedienza civile, come quelle che a Zurigo in ottobre hanno portato all'arresto di oltre duecento attivisti. Oppure come i blocchi stradali di Insulate Britain, o la campagna contro l'esportazione di carbone di Blockade Australia. Queste azioni sono andate incontro ad una generalizzata e pesante repressione del dissenso nonviolento in ognuno dei Paesi interessati, con le prime condanne penali esecutive. Anche a Roma attivisti e attiviste stanno ricevendo molteplici denunce e fogli di via, tuttavia stanno continuando la loro protesta giorno dopo giorno.

Immaginate di essere seduti a terra in tangenziale, con di fronte file di automobilisti bloccati in una lunga colonna soltanto dal vostro corpo; a difendervi nulla, fra voi e le auto solo un enorme striscione fucsia con la scritta "Emergenza climatica ed ecologica" e il simbolo di Extinction Rebellion.

Accanto a voi, altre cinque persone a voi care, con i gilet fluorescenti simili al vostro, reggono uno striscione giallo con la scritta "Assemblee Cittadine Ora". Il rumore dei clacson è assordante, le urla degli automobilisti accigliati che hanno iniziato a scendere dalle auto vi rimbombano nelle orecchie.

Questa è la scena che alcune attiviste e attivisti di Extinction Rebellion stanno vivendo ogni giorno da più di una settimana ormai: stanno prendendo parte a una campagna di disobbedienza civile nonviolenta che è stata intitolata "Ultima Generazione- Assemblee Cittadine Ora".

La prima parte del nome della campagna allude alla drammatica consapevolezza che le persone che sono al mondo ora, indipendentemente dalla loro età, sono le ultime che hanno la possibilità di cambiare il corso degli eventi riguardo alla crisi ecologica e climatica.

Tutte le persone che sono in strada hanno letto la prima parte del sesto rapporto dell'IPCC, uscito in agosto, scritta e revisionata da scienziati di tutto il mondo, che con parole forti e inequivocabili e dati ormai misurabili (non più solamente basati su modelli) ha certificato che siamo di fronte al collasso climatico.

Un mondo a + 1,5°C rispetto all'era pre-industriale è ormai inevitabile; di più, se non si agisce subito, azzerando le emissioni climalteranti, entro il prossimo decennio supereremo i +2°C. Gli scienziati dichiarano che un mondo a +2°C equivale a una catastrofe.

Un mondo di morte, di estinzione di massa delle specie animali e vegetali, dove anche le vittime umane si conteranno prima a milioni e poi, esponenzialmente, a centinaia di milioni, a miliardi. A novembre, dopo il fallimentare G20 di Roma, si è conclusa l'ennesima farsa della COP 26, con le lacrime di chi la presiedeva, con l'abbandono anticipato del Segretario Generale dell'ONU, col drammatico messaggio del Papa, che è arrivato ad invocare il giudizio divino per l'incapacità di chi è chiamato ad amministrare il mondo che ci è stato affidato.

Sulla spinta della paura e dell'indignazione, questo gruppo di persone ha deciso di portare alle estreme conseguenze l'uso della disobbedienza civile nonviolenta per fare pressione alle istituzioni, perché considerino le loro richieste.

Stanno bloccando il traffico sulle strade principali della Capitale, a partire dal G.R.A. che è stato bloccato per due lunedì di fila, fino ad arrivare alle tangenziali, usando solamente i loro corpi, perché non hanno trovato altro modo per farsi ascoltare. Sono persone di tutte le età e tutte le appartenenze sociali, che hanno perso fiducia nella possibilità di cambiare le cose con manifestazioni, marce, petizioni, campagne di sensibilizzazione...

La disobbedienza civile nonviolenta, fatta di azioni che infrangono una legge per mettere in luce l'ingiustizia sistemica, è apparsa a questo gruppo di persone come l'unica via per portare un cambiamento radicale e veloce.

Gli attivisti e le attiviste sapevano a cosa andavano incontro, ne avevano parlato alle loro famiglie e si erano preparati/e ad affrontare gravi conseguenze per le loro azioni: in effetti fin dai primi giorni la questura sta comminando due denunce ciascuno al giorno, sanzioni amministrative molto salate ed ha emesso nei confronti di chiunque si sia seduto in strada, già dal primo giorno, un foglio di via dalla capitale, che loro hanno violato.

Tuttavia il morale degli attivisti e delle attiviste rimane alto, hanno deciso di continuare ad oltranza fino a quando almeno una delle due richieste della campagna saranno soddisfatte. Infatti la seconda parte del nome della campagna si concentra concretamente sullo strumento che potrebbe permettere un reale cambiamento, tenendo conto della giustizia sociale: le Assemblee dei Cittadini. Si tratta di uno strumento di Democrazia partecipativa e deliberativa, già in uso in altri paesi, dove cittadini estratti a sorte vengono chiamati a deliberare su temi precisi.

La richiesta di attiviste e attivisti che stanno scendendo in strada è che queste Assemblee vengano istituite, anche in Italia, entro la fine del 2022, sul tema di quali soluzioni prendere per affrontare la crisi ecologica e climatica senza lasciare indietro gli ultimi, senza far pagare loro il carissimo prezzo delle decisioni che non si stanno prendendo.

L'altra richiesta della campagna, che è cruciale perché gli attivisti e le attiviste smettano di mandare in tilt il traffico della capitale, è rivolta a rappresentanti del governo, affinché Mario Draghi , Roberto Cingolani, Stefano Patuanelli, Giancarlo Giorgetti, Andrea Orlando e Maria Rosaria Carfagna accettino un incontro pubblico con le persone scese in strada sul tema "Siamo l'Ultima Generazione di cittadini e cittadine?". Verrà chiesto loro di dibattere apertamente sul futuro dell'Italia e sulla necessità della partecipazione diretta della cittadinanza per fermare l'ecocidio in corso.

Le azioni di disobbedienza civile nonviolenta, che hanno obiettivi ambiziosi, vogliono innescare una spinta alla partecipazione popolare e necessitano del supporto di tutti e tutte; gli attivisti e le attiviste di Extinction Rebellion chiedono il sostegno da parte di coloro che credono nella partecipazione popolare, di coloro che credono che è necessario fare azioni radicali per attivare un cambiamento radicale.

Per conoscere meglio la strategia e la campagna tutti i venerdì e le domeniche di dicembre e gennaio alle 21 il gruppo propone una presentazione su zoom alla quale ci si può iscrivere tramite questo link.

Sir David Anthony King, chimico, accademico e capo del Climate Crisis Advisory Group ha dichiarato: "Dobbiamo muoverci rapidamente. Io credo che i prossimi 3-4 anni determineranno il destino dell'umanità". Scendere in strada a fare disobbedienza civile nonviolenta è un modo per rispondere a questo appello.

Video di lancio della campagna


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